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14 Marzo 2024
Salute e Benessere

Mangiarsi le unghie: cos’è e come si cura l’onicofagia

Mangiarsi le unghie: cos’è e come si cura l’onicofagia
14 Marzo 2024
Salute e Benessere

onicofagia uomo che si mangia le unghie

L’onicofagia, comunemente conosciuta come il vizio di mangiarsi le unghie, è un disturbo comportamentale che affligge molte persone in tutto il mondo. Questo comportamento compulsivo può avere conseguenze sia fisiche che psicologiche per chi ne è affetto, ma spesso rimane sottovalutato o non trattato adeguatamente.

Definiamo correttamente cos’è l’onicofagia, le sue cause, i sintomi e i possibili trattamenti disponibili per affrontare questo disturbo.

Cos’è l’onicofagia?

L’abitudine di rosicchiarsi le unghie, scientificamente nota come onicofagia, rappresenta un disturbo compulsivo e un deficit nel controllo degli impulsi, inducendo il soggetto a trovare piacere e sollievo nel mordicchiare costantemente le unghie delle proprie mani, talvolta coinvolgendo anche pellicine e cuticole circostanti. Questo comportamento può provocare conseguenze dannose sia a livello psicologico che fisico per il paziente.

Di solito, tale disturbo non si limita a una sola unghia, ma coinvolge tutte le dita delle mani. Oltre all’onicofagia, altri disturbi legati al deficit del controllo degli impulsi includono la dermatillomania, la piromania, la dermatofagia, la cleptomania e la tricotillomania.

Cosa causa l’onicofagia?

La causa principale dell’onicofagia è di natura psicologica, infatti questo disturbo è classificato tra i disturbi comportamentali ed emotivi e si manifesta principalmente in periodi di elevato nervosismo, stress o noia. Tuttavia, le sue origini possono anche risiedere nella scarsa gestione dell’ansia e del nervosismo, o in un disagio emotivo più profondo.

Spesso, alla base dell’onicofagia, si individua un ambiente familiare non salutare, caratterizzato da conflitti e incomprensioni, aspettative eccessive da parte dei familiari o difficoltà nel gestire l’ansia.

Il mordicchiare le unghie può essere un modo per contenere le reazioni a tensioni interpersonali e disagi personali. È un disturbo che tende a attenuarsi una volta che la situazione di disagio si risolve. Tuttavia, il disturbo può ripresentarsi quando le circostanze di ansia o stress si ripresentano.

L’onicofagia è identificabile facilmente attraverso due fasi: il primo passaggio consiste nel controllo visivo o tattile dei possibili difetti e imperfezioni delle unghie e dei tessuti molli circostanti, al fine di renderli regolari; il secondo passaggio coinvolge proprio il mordicchiare delle unghie, delle pellicine (perionichio) e delle cuticole.

Come smettere di mangiarsi le unghie?

mani curate donna

La maggior parte delle persone smette spontaneamente di mangiarsi le unghie intorno ai 30 anni, spinte dalla paura di sviluppare infezioni o semplicemente desiderando un aspetto più curato. Spesso è sufficiente che venga eliminata la causa che genera ansia, stress e nervosismo per porre fine a questo disturbo.

Per interrompere il vizio di mangiare le unghie, può essere utile prendersi cura delle mani con regolari sessioni di manicure e l’applicazione di smalto (anche trasparente per gli uomini, se necessario) o l’utilizzo di unghie artificiali. Si può anche considerare l’utilizzo di bendaggi o cerotti sulle punte delle dita, o indossare dei guanti. Mantenere le unghie accuratamente tagliate aiuta a ridurre le tentazioni. Inoltre, masticare gomme senza zucchero o bastoncini di liquirizia può tenere la bocca occupata. Anche l’attività sportiva aiuta a scaricare lo stress e la tensione, mantenendo le mani impegnate in altre attività e rendendo le unghie meno accessibili.

Quando i metodi sopra citati non sono efficaci, nei casi più gravi è consigliabile rivolgersi ad uno psicoterapeuta per comprendere le cause sottostanti del disturbo. L’onicofagia è considerata un comportamento tendenzialmente autolesionistico. A volte, i trattamenti locali possono non essere sufficienti, e in questi casi si può considerare l’uso di farmaci antidepressivi prescritti per disturbi ossessivo-compulsivi, o integratori di vitamina B che influenzano la serotonina, l’ormone responsabile del controllo dell’umore e dell’aggressività. È importante consultare un medico in queste situazioni.

Foto di copertina: Foto di Pete da Pixabay

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