D. R. S.

Alla fine degli anni ’80, il processo di rinnovo del materiale rotabile e la maggiore efficienza dei nuovi mezzi determinava una riduzione delle infrastrutture necessarie alla trazione: ne derivava il declassamento o la chiusura di alcuni depositi e rimesse locomotive, non più strategici per il servizio ferroviario. Nel 1994 veniva disposta la chiusura del deposito locomotive di Pistoia, la struttura, le cui ampie dimensioni ricordavano i fasti ormai remoti della vicina porrettana, sembrava rapidamente destinata allo smantellamento definitivo, dopo oltre un secolo di funzionamento continuativo.

Il deposito, caratterizzato da ampi spazi coperti e fornito di tutte le attrezzature necessarie alle attività connesse con la manutenzione ed il ripristino dei mezzi di trazione, apparve subito la sede più idonea ove concentrare le attività legate al materiale ferroviario di interesse storico. In questo contesto le FS hanno affidato all’associazione Italvapore una parte dei locali della struttura pistoiese, che sono oggi presenziati, saltuariamente ma con continuità, dagli associati che di volta in volta operano sui rotabili storici.

La concentrazione del parco nell’impianto pistoiese, opportuna anche in considerazione della carenza di spazi nei depositi di assegnazione e delle speciali lavorazioni che i mezzi richiedono, ne favorisce la gestione unitaria, anche con l’unificazione delle scorte e dei magazzini, in completa sintonia con l’attività dell’associazione. Una parte dell’area di deposito, un tempo utilizzata per gli accantonamenti e non più necessaria alle esigenze ferroviarie, è stata restituita alla città, con la realizzazione di parcheggi per favorire l’utilizzo del treno negli spostamenti pendolari, la maggior parte degli spazi e degli impianti è stata recuperata e restituita alla piena efficienza, per assolvere nel modo migliore alla nuova funzione che ha assunto. Una serie di lavori interessa oggi il Deposito di Pistoia, per poter garantire la più completa efficienza delle infrastrutture.